Operation Werewolf : 10 domande per comprendere…

Bella intervista ad opera di Jarl Halfdan a Leo Hjart. Premetto che ho sempre avuto un po’ di sospetto sugli Operation Werewolf, ma mi sono espresso a riguardo solo in privato: come dicevo nei post passati, nessuno ha copyright su simboli religiosi, quindi il loro misticismo ed il loro modo di vivere la religione è assolutamente accettabile.

Le uniche critiche che personalmente mi sentirei di fare è sulla questione dell’anti-moderno che, come dicevo sempre su questo blog, è poco sensata: un movimento come questo è contemporaneo e moderno fra i moderni, perché solo nell’epoca nostra esiste una possibilità di poter scegliere la propria comunità e pure fondarne una. Anche la critica agli Asatru democratici la vedo sempre sotto quest’ottica: è una critica tra “tribù” diverse, sappiano esse o meno di essere una tribù; ma questi sono particolari di secondo piano nel complesso ed approfondirli farebbe perdere la visione di insieme sul discorso.

Messe da parte le critiche, il grosso dell’intervista è interessante e veramente stimolante. I ragazzi di OW sembrano una perfetta incarnazione del “dionisiaco” nietzschiano, fedeli ad una esaltazione mistica molto istintiva quanto fisica che ha sempre fatto da contraltare alla componente olimpico/apollinea del razionalismo (e dei suoi figli come il controllo delle proprie emozioni, l’inquadramento nella comunità nazionale ed il rifiuto dell’idea dell’uomo come animale tribale). Come giustamente fa notare l’intervistato in altri termini, nella cultura mainstream questo spirito dionisiaco si è perso od è stato demonizzato(1) causando così una forte frustrazione ed una separazione quasi sociopatica nell’uomo moderno. Non si può loro dar torto, non solo in un’ottica politeistica, ma anche in una semplicemente psicologica, dato che soffocare i nostri lati, siano essi apollinei o dionisiaci, genererebbe solamente una persona a metà. Non voglio dire che i ragazzi di OW sopprimono uno dei loro lati, ma ne reclamano a gran forza quello che è loro più vicino e preponderante, quanto un gruppo di wicca che festeggia Beltane nella maniera degli antichi. Riprendere il controllo della propria psiche istintiva, del proprio corpo e della definizione di sé stessi è alla fine questo, ovvero il tornare ad essere una persona integra. Ognuno di noi ha un mix personale di razionalità ed istinto ed entrambi i lati sono meritevoli e bisognosi di cure adeguate al loro ruolo (è difficile trovare persone che sopprimono il loro lato apollineo, ovviamente per loro il discorso è invariato).

Tirando le somme, siamo di fronte ad una delle tante urla di una società che fortunatamente è un animale morente, dove le persone stanno reimparando a vivere come vogliono. Perdersi in discorsi politici o fare le pulci significherebbe parlare del sesso degli angeli; l’insegnamento che questi ragazzi (e non solo loro) stanno dando è semplicemente uno: “Vivi la tua vita con le regole che tu decidi e circondati delle persone che tu vuoi”, sia questa una vita in una moderna tribù, in una città moderna o nella famiglia più stereotipata, basta che si segua ciò che si è davvero e ciò che fa stare bene sé stessi e la propria comunità di riferimento. E questo è un insegnamento di puro individualismo comunitario, nello spirito pagano più vicino alle origini.

Vi lascio all’intervista.

Sorgente: Operation Werewolf : 10 domande per comprendere…

 

  1. anche se personalmente credo che venga trasferito in modi sciocchi, basti vedere l’irrazionalità e le pruderie di certi araldi del politicamente corretto – ciò che viene definito come “effeminato” – per avere un assaggio di un Dioniso che rifiuta sé stesso
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