Una differenza di responsabilità

Ci sono riflessioni che escono meglio dopo un bicchiere di idromele, questa fa parte di quella famiglia. Leggevo in rete che la religione con il più tasso di convertiti è l’Islam, la cosa non può che colpire. Non so quanti di noi siano passati indenni nella lettura di tutto il Corano, ma poco si può dire se non che è noioso e con molti passaggi sull’orlo del macabro, tipo dichiarazioni di guerra e morte che poi spesso si ritrovano puntalmente “modificati” ed interpretati per farli sembrare un po’ più carini.
Certo, chi è senza peccato scagli la prima pietra, per citare i pochi passaggi sensati di un altro libro famoso, ma c’è una bella differenza tra una Lokasenna, dove i nostri Dei si prendono in giro ed anche l’ascoltatore si fa una risata a sentire offese agli Dei in cui lui crede ed un libro dove far satira e suonare diventa peccato mortale.

Lokasenna:

“Be silent, Gefjun! | for now shall I say
Who led thee to evil life;
The boy so fair | gave a necklace bright,
And about him thy leg was laid.”

Hadith (detti coranici):

“Tra la mia ummah  ci saranno certamente persone che commetteranno adulterio, indosseranno la seta, berranno alcool e suoneranno strumenti musicali…”

Perché tanto successo?
In molti rispondono che sia la sempiterna decadenza occidentale a far da traino, la stessa decadenza che portava all’epoca gli ebrei ad ottenere il potere quanto i Wandervogel a darsi all’omosessualità (fino a quando i secondi hanno preso il potere contrastando la decadenza con uno stupido sterminio), la decandeza che i Samurai si accusavano a vicenda anche nel loro periodo d’oro, la decadenza della fede cattolica in pieno rinascimento, la decandenza dell’Islam causata da sé stesso come lamentava Tocqueville, la stessa decadenza che, secondo preti de noaltri, portava le 14enni a credere nella Wicca.
Alla decadenza si crede come un dogma quindi, meglio non ci pensare troppo.
Allora cosa resta? Faccio parte di quelle poche persone che ritengono il politeismo padre spirituale di ciò che oggi è chiamata “modernità” e, da un certo punto di vista, la modernità laica ha un elemento molto importante che è la responsabilità. Ma facciamo un passo indietro.
Secondo quelle religioni dagli déi psicopatici che son convinti di essere unici (in particolar modo in quella maomettana), l’uomo si ritrova in una posizione molto speciale: è stato creato da Dio per puro amore. L’uomo, a patto che rispetti delle semplici regole (sentimentali nel cristianesimo, sociali nell’islam) essenzialmente può godere del suo status di “bravo bambino” e così guadagnarsi la sua bella eternità in paradiso. Interessante anche come questi vedano il paradiso: un posto emotivo-sentimentale per la religione emotivo-sentimentale oppure una mega-orgia fatta di schiave per la religione conquistatrice-legislativa.

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Se sei bella e mostri le spalle vai all’inferno. Tua nonna in paradiso. Tu chi seguiresti?

Concentriamoci sulla religione che promette figa a palate, quella attrattiva in primo luogo perché promette molto in cambio di poco, e notiamo come la componente psicologica gioca a suo favore  quando ti viene detto: otterrai qualcosa se farai come ti dico io. Questo “come ti dico io” lo vediamo dagli atti terroristici alla semplice sensazione di superiorità che mostrano molti convertiti, specialmente se di cultura, quella sensazione di aver capito tutto e di essere “speciali”. Qui l’Islam stesso rincara la dose: non solo avrai un mega-premio se ubbidisci, ma pure puoi parlare sempre con Dio, perché esso parla al tuo cuore.
Ora, non so cosa ci sia di bello nel sentire parlare uno psicopatico con manie di grandezza, qui da noi sarebbe chiamato stalking, ma sta di fatto che l’elevazione della persona è al massimo livello. Se togliessimo il fattore religioso, potremo dire che abbiamo a che fare con un bambino viziato ed un genitore strano.
Il bambino viziato, lo sappiamo, è tale perché è immaturo ed irresponsabile. Immaturo perché non accetta la realtà e non si comporta di conseguenza, basti pensare alla quantità sterminata di teorie del complotto presenti nei paesi arabi, specialmente in medioriente, dove gli ebrei sono burattinai di qualsiasi cosa, da una superpotenza ricchissima agli attacchi di squali ai bagnanti. Solo una mente infantile ed immatura può negare con così tanta insistenza la realtà , a costo di creare dei mondi irrealistici, perché riconoscerla significherebbe mettere a dubbio la narrazione che loro sono speciali e fortunati, che Allah gli stia sempre vicino solo perché seguono quattro precetti sul pisciare e cagare. Non so se avete mai avuto esperienze con famiglie di bambini “difficili” che erano difficili a loro volta: spesso e volentieri giustificano i fallimenti del figlio dicendo che è un complotto di tutti i professori che lo odiano, di tutte le scuole per cui è transitato. Questa giustificazione arriva tranquillamente a perdonare la menzogna e renderla giustificabile se si persegue un obiettivo più alto. La falsità diventa etica. Poiché delle sue azioni il credente non risponde davanti a nessuno (nessun essere umano almeno), parlavamo anche di irresponsabilità. Tutti abbiamo visto un paese, una città o una intera nazione distruttra al suo interno dalla corruzione e dalla mancanza di responsabilità, Tocqueville sosteneva che lo stesso Islam aiutava la decadenza di questi paesi come già detto in precedenza. Questa irresponsabilità può portare delle persone a fare un massacro sorridendo perché è pure convinta che la scopata del secolo sia dietro l’angolo, così come può portare a regimi brutali senza alcun battito di ciglia perché tanto le questioni di uno schizofrenico nell’alto dei cieli sono tutto ciò che importa nella tua vita.
So già che molti diranno che ci sono molti mussulmani, cattolici, ecc. che non rientrano in queste categorie, che sono responsabili e che prima di fare un atto che la nostra società laica considera grave ci penserebbero due volte. Non lo metto in dubbio, è proprio per questo che in molti questa società la vorrebbero distruggere e questi credenti laici sono spesso e volentieri dei nemici per coloro che ci credono davvero.
Se ammettiamo che la società laica è contraria a certi atteggiamenti e non li rispetta, è perché essa si fonda sul concetto di responsabilità. La cosidetta società civile, quella che vorrebbe un mondo vicino all’ideale illuminista, è responsabile: sa tollerare, comprender e giudicare – almeno idealmente – e lo fa attraverso gli strumenti che ha deciso di darsi, cioè il voto. Eoni di distanza da un mondo dove devi pensare al tuo piccolo rapporto con dio, a seguire le sue regole folli ed essere premiato e speciale in quanto fedele, rendendo così il tuo mondo una topaia dove regna l’omertà e l’individualismo più stupido in assoluto (spesso è la parodia stessa dell’individualismo  che ne fanno gli anti-individualisti) dove devi obbedire alle regoluccie di uno psicopatico anche se non ci credi, perché fai bene così, sei bravo, caro il mio bambino speciale.

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Bambini speciali in azione per Allah!

Il mondo politeista è naturalmente in guerra con tutto ciò, non tanto perché è – come fanno credere quattro pirla su Facebook – anti-monoteistico o intollerante (la tollerenza è possibile solo in un regime in cui chi comanda ha ragione ed il sottomesso no, ma il politeismo non nega la verità altrui, semmai le ingloba), ma perché non può concepire questa assenza di responsabilità e questo agire giustificato dalla religione che te lo comanda.
Il politeista ha un senso di responsabilità che la laicità illuminista ha recuperato a piene mani.
Si veda tra le virtù romane, tra le Nove Nobili Virtù, il karma e le stesse idee wicca e si noterà come in tutte l’individuo è messo di fronte ai suoi comportamenti ed alle sue scelte, non davanti ad un dio giudicante (e, nel caso non lo avessi ripetuto abbastanza, psicopatico). Le azioni del politeista non sono tali perché glielo dice la fede, ma la sua fede è tale perché lui la definisce con le sue azioni. In una accettazione solitaria, si prende dei macigni nei confronti di sé stesso, dei suoi antenati, della sua famiglia, della sua tribù, della sua comunità, della natura e degli déi e se ne fa totalmente carico e ne risponderà senza alcuna via di scampo. Il paganesimo non è una religione di salvezza, ma di totale responsabilità, immanente, ineluttabile, nella sua drammaticità. E’ la sua forza nel mantenere le sue azioni allo stesso livello delle aspettative di tutto ciò che ne forgia il concetto di Onore, nient’altro, in una filosofia del comportamento tra accettazione e miglioramento di ciò che si è.
Questo è un concetto che non può esistere laddove sei il gangster di un boss con evidenti turbe psichiche.
A volte temo, scorrendo le pagine del mondo e vedendo la strada che ci porta a questo medioevo, che oltre al bisogno di definire delle comunità politeistiche forti e stabili, abbiamo anche il dovere di educare a questo senso di responsabilità e, perché no, anche vicino ai laici che condividono questo stesso pensiero. Certo, laddove esiste anche uno psicopatico di nome Allah o Yahve che ti libera dal peso delle tue azioni con una confessione o con la promessa di qualche vergine non si potrà mai fare breccia nel cuore dei deboli di carattere e dei senza onore, sempre alla ricerca di una causa esterna e di una giustificazione al fallimento della loro vita. Tutto ciò però è a nostro vantaggio. Resta chi sa di essere umano, sa di esser debole, ma non ha paura di mettersi alla prova e soprattutto non si inginocchierebbe mai al cospetto di un dio o di un demone.
Prima o poi una umanità migliore potrebbe rinascere così o, mal che vada, ci troveremo tutti nella Valhalla.

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